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Chiesa di Santa Maria dell’Assunta (Matrice)

La chiesa è detta popolarmente di “ S. Giuseppe “ poiché, dopo il terremoto del 6 febbraio 1783, si crede che il Santo abbia compiuto il miracolo di salvare l’intera frazione.

La chiesa matrice di Diano è la più grande e molto probabilmente la più bella e la più ricca a livello artistico. L’idea della costruzione di una nuova chiesa a Diano nacque e si rese concreta nel 1575, poiché la precedente parrocchiale era cadente.

Fu costruita dall’Università ( vale a dire comunità ) di Diano imponendo una tassa sulla carne e con altri contributi. Determinate per  la costruzione di questa chiesa è stato l’intervento del Vescovo di Martirano, mons. Mariano Perbenedetti, che con un appassionato discorso, appunto  a Diano ( 1577 ), convinse i cittadini che era indispensabile demolire la vecchia parrocchiale  perché questa comunità avesse una degna chiesa. Fu lo stesso mons. Mariano Perbenedetti che fece venire da Roma due disegni di una basilica romana sul cui schema sarebbe stato edificato la nuova parrocchiale di Diano. Pochi sono a conoscenza della presenza nel Lazio, precisamente in una località chiamata Segni, di una chiesa identica alla chiesa Madre di Scigliano. Pare che per l’inerzia di creare un nuovo progetto di costruzione, sia stato utilizzato lo stesso già elaborato per la chiesa di San Giuseppe. Il tutto provato da un articolo, pubblicato sul “Tempo”, dedicato a questa bellissima chiesa che tuttora si può ammirare a Segni. Fu definita come la perla dei Monti Lepini ed è stata dedicata a San Pietro.

Elevata a sede vescovile fin dalla fine del V secolo, conobbe un periodo di splendore tra il secolo XII e il XIV, quando fu più volte sede di pontefici, Ospitò il Papa Pasquale II che il 4 giugno 1109 vi canonizzò Pietro vescovo di Anagni; Eugenio III che vi costruì un palazzo per l’estate (attuale seminario vescovile 1150); Alessandro III che il 2 febbraio 1173 vi santificò Tommaso Becket; Lucio III che il 18 luglio 1183 vi santificò Bruno; Onorio III che il 16 luglio 1223 vi consacrò l’altare di San Bruno ed infine Gregorio IX, appartenente alla famiglia dei Conti. Importante, quindi per Segni, il rapporto con i papi che è provato anche in tempi precedenti, tra la fine del secolo VI e l’inizio del VII, infatti, vi nacque Vitaliano che diventò papa dal 657 al 672.  Gli architetti sciglianesi decisero di adottare (1579 ), per la lavorazione dei tufi, in alcuni casi l’ordine toscano, in altri quello dorico. Fu ancora mons. Perbenedetti ad intervenire personalmente per la posa della prima pietra. La costruzione fu completata nel 1607, anno in cui fu consacrata, il 17 settembre, dal vescovo di Martirano, mons. Francesco Monaco. Fuori la chiesa c’è scritto il nome dei Rocca, ma non si capisce se sono stati degli operai che hanno condotto i lavori, o della famiglia che ha pagato il restauro. Per rendere più bella questa chiesa, all’interno furono eseguiti notevoli lavori nel 1791. Importanti lavori di restauro furono eseguiti nel 1962 grazie all’ intervento del Provveditore ai lavori  Pubblici per la Calabria, ing. Giuseppe Virno. Nella chiesa di Diano, sono custodite pregevoli opere d’arte, alcune provenienti dal Monastero di Corazzo. Va ricordato che al pianoterra del campanile era posto il Monte di Pietà, istituito per interessamento del vescovo Perbenedetti e che aveva il fine di prestare denaro ai poveri senza interessi.

La chiesa di Santa Maria dell’Assunta è senza dubbio, una delle più ricche e meglio tenute di Scigliano. La facciata in pietra, presenta elementi barocchi, di maestranze cosentine  del 1626 circa. Da notare due edicole contenenti affreschi raffiguranti uno l’Assunzione di Maria e l’altro S. Giuseppe con il Bambinello. A lato, la costruzione del campanile a pianta quadrata del capomastro roglianese Tiano, datato 1759. Affascinante la scalinata, anch’essa in pietra che conduce al portale lapideo decorato con un timpano a lunetta spezzata. L’interno è caratterizzato da un’unica navata barocca con stucchi e decori. L’altare maggiore è in legno e marmi policromi e ha un fastigio che proviene dall’abbazia cistercense di Corazzo. Sul primo altare, a destra, è posta una tela raffigurante San Michele Arcangelo del ‘700, mentre sul secondo spicca una tela raffigurante la Madonna di Pompei, dipinto nel 1892. Sul lato sinistro, sul primo altare si nota una tela dell’Arcangelo Raffaele con Tobia ( XVIII secolo ). La cappella di San Giuseppe ( 1718 ) è decorata con colonne intarsiate a doppio ordine. Il coro ligneo settecentesco e l’acquasantiera di marmo scolpito sono opera di artisti calabresi. Si ricorda pure un mobile antichissimo con vari documenti inerenti la chiesa, ma intorno all’800 fu incendiato. Possiamo ammirare anche una sedia vescovile, visto che per un certo periodo di tempo il vescovo soggiornò qui per via di un litigio avuto con il feudatario di Motta Santa Lucia. Veniva trasportato con la “galissa”, una lettiga portata da due uomini. Abitava nella Congrega e dove oggi c’è la sacrestia, un tempo c’era la sua cucina con la fontana che ancora oggi è intatta. Successivamente costruì la sua casa di fronte, ma non si ricorda se sia morto a Scigliano o da un’altra parte.

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