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La Chiesa di San Rocco

Per narrare la nascita di questa chiesa è necessario ricorrere ad un evento catastrofico, avvenuto a Scigliano. Una terribile pestilenza. Era il 1578, quando la terra di Castiglione, fu colpita da una epidemia di peste. Per disgrazia, si trovava in questa località, un abitante di Serra ( fraz. di Scigliano), un certo Patrizio de Petrone, un uomo povero che faceva il pedante ed esercitava anche l’impiego di Mastrodatti in quella terra. Agl’inizi di giugno, quando il contagio era già avvenuto, fece ritorno nella sua terra. Inutile dire che la diffusione della malattia, fu immediata, prima i suoi domestici e i vicini, in seguito tutto il quartiere. Da Serra il morbo passò nella frazioni vicine, Petrisi e Cupani. Per evitare che la peste si diffondesse nei paesi vicini, si decise di bruciare quelle case in cui erano morti i contagiati. Gli abitanti delle frazioni colpite, furono abbandonate al loro destino. Quando gli abitanti di Cupani si resero conto che da soli non potevano fare assolutamente nulla, pieni di devozione e fiducia, ricorsero alla protezione di S. Rocco. Decisero di costruire una chiesa in certe case vecchie da soli da dedicare appunto al santo. Conosciamo i nomi di chi ha partecipato attivamente alla costruzione dell’edificio: Agostino Rizzuto, Agostino Carino, Tommaso de Philippis, il notaio Giannantonio Foco, Giancola Mileto, Desiderio Gagliano, Marzano della Pira, Luzio Gerimonte, Jacopo del Giudice, Tiberio Cimino, Tullio e Marco Arcuri, Giannandrea Ajello, Simone Stocchi ed altri. La fondazione fu resa pubblica attraverso lo strumento redatto dal notaio Camillo Gualtieri il 23 agosto 1578. Nella frazione di Diano, proprio nello stesso periodo, fu edificata una chiesa in onore dello stesso santo in località “il vallone della Calcina”, ma di cui oggi non è rimasto nulla. La terribile pestilenza, durò fino alla fine di agosto. Al termine, molti degli abitanti del luogo erano convinti che fosse stato S. Rocco ad intercedere per loro. Di questa pestilenza scrisse diffusamente il medico erudito Mercuriale nei suoi opuscoli. Aggiungiamo, inoltre, che in quel periodo molti studiosi erano convinti del fatto che la pestilenza che aveva colpito Scigliano, fosse partita tre anni prima dalla città di Trento nel 1575. Da qui si diffuse in tutta Italia, portando lutti in tutto il meridione d’Italia. Soltanto Napoli, riuscì a scampare al contagio. Inutile dire che questo fu un momento per Cupani non dei più felici

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